Nella banca dei semi più importante al mondo è conservata poco meno della metà dell’intero patrimonio agricolo del pianeta: un milione di semi.

La nostra assicurazione sulla vita a 1.300 km dal Polo Nord: la Svalbard Global Seed Vault è una delle casseforti per la conservazione del patrimonio genetico delle colture agricole della Terra. Finanziata e gestita dal governo norvegese, supportata dalle più importanti istituzioni mondiali (inclusa la FAO), è scavata in una montagna dell’isola norvegese di Spitsbergen, nelle Svalbard.

La Svalbard Global Seed Vault, la banca mondiale dei semi, ha celebrato in questi giorni il decimo anniversario dalla sua inaugurazione, cioè da quando riceve semi da tutto il mondo per conservarli e metterli al sicuro da ogni tipo di calamità, naturale o umana. È infatti un bunker super protetto, all’interno del quale i semi sono al riparo da terremoti, guerre, cambiamenti climatici, alterazioni genetiche e biologiche e qualunque altra catastrofe futura.

In almeno un caso, molto recente, ha già dimostrato il suo effettivo valore, quando ha restituito 130 esemplari al Centro per la ricerca agricola di Beirut (Libano), impossibilitato a recuperare alcune sementi a causa della guerra in Siria.

Il bunker, scavato per 120 metri nel cuore di una montagna, è composto da tre grandi sale protette da sistemi di massima sicurezza, probabilmente analoghi a quelli in funzione all’interno della base Norad dentro alla Cheyenne Mountain. I semi sono conservati a temperatura costante, a -18 °C, e nel caso qualcuno ostinatamente germogli lo stesso viene sostituito il prima possibile. Lo spazio utile è stato progettato per 4 milioni e mezzo di sementi, ossia circa il doppio di quelle che attualmente si conoscono.

Nelle ultime settimane sono arrivati 76.000 campioni che, aggiunti a quelli già presenti, portano questo straordinario archivio alla ragguardevole cifra di 1.059.646 semi conservati. Tra gli ultimi “acquisti” ci sono semi di arachidi bambara (Vigna subterranea), tolleranti alla siccità, una varietà di orzo comunemente utilizzato per produrre birra irlandese e varietà uniche di riso.

I risultati fin qui raggiunti sono talmente soddisfacenti che il governo norvegese ha lanciato una campagna del valore di 12 milioni di euro per raccogliere idee e progetti per migliorare la struttura. I problemi infatti ci sono anche qui: per dirne uno, l’anno scorso, a causa dei cambiamenti climatici, l’eccezionale tasso di fusione del permafrost ha portato acqua fino all’ingresso del bunker.

Entro certi limiti, questa possibilità era stata prevista nel progetto iniziale e in questa occasione gli ambienti di conservazione non sono stati minacciati, ma si è trattato di un campanello d’allarme per la piega che hanno preso i cambiamenti climatici, per cercare di gestire eventi più gravi.

Tra i lavori già realizzati ci sono le nuove impermeabilizzazioni delle stanze a protezione dei semi, mentre i nuovi finanziamenti punteranno anche all’allestimento di centrali elettriche di emergenza per garantire il mantenimento del freddo e alla costruzione di un nuovo tunnel di ingresso.

Nel marzo del 2017, in una ex miniera poco distante dalla Global Seed Vault è stata inaugurato l’Arctic World Archive, dove vengono archiviati su supporti analogici (perciò al sicuro anche da attacchi informatici) documenti di particolare importanza – costituzioni, accordi politici, reperti archeologici, dati scientifici… Nel mondo, inoltre, ci sono almeno altre 1.700 banche genetiche che, a livello nazionale, si propongono di salvaguardare un gran numero di varietà di semi per l’agricoltura locale.

 

Fonte: Focus.it